MONDIALISMO (massonico o messianico?)

Il Governo mondiale finisce in mano all’anti-Cristo. Questi perseguita gli eletti di Dio – Ebrei e non-Ebrei – e tenta di sopprimerli. L’errore di molti è di credere che il Governo mondiale dell’anti-Cristo sia – o possa essere – il Regno messianico

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Capitolo I

DUE POTERI IN LOTTA
Il Piano distruttivo di Satana:
1 - Il progetto di Prometeo.
2 - Il progetto di Napoleone.
3 - Il progetto dei Nazisti.
4 - Il progetto dei Mondialisti.
5 - Il progetto dei Farisei.
6 - Il progetto degli Islamici.
7 - Dopo l’ “Angoscia di Giacobbe”.

Capitolo II

IL POTERE IERI
1 - Il potere umano legittimo, e quello illegittimo.
2 - La personalità di Hitler.
3 - I “Protocolli” e Hitler.
4 - Chi ha finanziato Hitler?
5 - Il sangue dei Rothschild nelle vene di Hitler?
6 - Gli Ebrei nel testamento di Hitler.
7 - Commento sul caso Hitler.

Capitolo III

IL POTERE OGGI
1 - Due Contendenti.
2 - Dittatura “illuministica” e Governo mondiale.
3 - La forza delle armi o quella dell’amore?
4 - I “Protocolli” dicono che...
5 - Il Bene e il Male si disputano la Reggenza mondiale.
6 - La Regalità dei Nuovi Eletti.
7 - Il braccio e la mente.
8 - Terrorismo.
9 - Previsioni.

Capitolo IV

IL POTERE DOMANI
1 - Il Millennio delle tre “F”.
2 - Le tre tappe del “Piano salvifico”.
3 - Morte e risurrezione del Corpo mistico di Cristo.
4 - Gesù a Maria Valtorta.
5 - Gesù a Mgr Ottavio Michelini.
6 - La Madonna a don S. Gobbi.
7 - Gesù a Marie Sevray.
8 - Gesù a JNSR.
9 - Il nuovo giorno.

Capitolo V

ISRAELE VECCHIO E ISRAELE NUOVO
1 - Un esilio dopo l’altro.
2 - Una “Shoah” dopo l’altra.
3 - Reggie Kelly e l’ “Angoscia di Giacobbe”.
4 - Due i concetti ben diversi: “Israele Popolo” e “Israele Nazione”.
5 - Popolo eletto: dal vecchio al nuovo.
6 - Israele Nazione: legittimità umana, non divina.
7 - Dal Mondialismo odierno a quello messianico.
8 - Arthur Katz agli Ebrei della diaspora.
9 - Un testamento spirituale inatteso.

***

PAROLE DI COMMIATO (Ai non-Ebrei).
PAROLE DI COMMIATO (Agli Ebrei).

 

Capitolo V

ISRAELE VECCHIO E ISRAELE NUOVO

1 - Un esilio dopo l’altro.
2 - Una “Shoah” dopo l’altra.
3 - Reggie Kelly e l’ “Angoscia di Giacobbe”.
4 - Due i concetti separati: “Israele Popolo” e “Israele Nazione”.
5 - Popolo eletto: dal vecchio al nuovo.
6 - Israele Nazione: legittimità umana, non divina.
7 - Dal Mondialismo odierno a quello messianico.
8 - Arthur Katz agli Ebrei della diaspora.
9 - Un testamento spirituale inatteso.

 

1 - Un esilio dopo l’altro.

Questa terra è terra d’esilio, e la valle in cui viviamo è una valle di lacrime. Questo è vero per tutti, ma per gli Ebrei l’esilio è raddoppiato: a quello ordinario si aggiunge un forma d’esilio straordinario.

Il primo esilio del Popolo ebraico ha avuto luogo in Egitto, il secondo a Babilonia, il terzo (quello “delle Nazioni”) ha cominciato nell’anno 70 dopo Cristo e non è ancora finito. Sono 1940 anni che gli Ebrei si vivono dispersi “in seno alle Nazioni”. Ciò spiega il significato attribuito all’espressione “Tempo delle Nazioni”, e quello attribuito all’espressione Fine dei Tempi. Codesta Fine dei Tempi non è la Fine del Mondo – come predicano tante sette male informate – ma la fine del Tempo che gli Ebrei devono tra scorrere “sparsi tra le Nazioni”.

Le Scritture dicono che alla Fine dei Tempi gli Ebrei ritorneranno nella loro patria. Non ci ritorneranno guidati da condottieri umani, bensì da Dio, com’è successo alla fine del primo esilio e del secondo. [92]

92
  • [92] I Profeti dicono che il ritorno che si sta producendo attualmente verso la terra d’Israele non è stato concepito da Dio ma dall’uomo, che in questo caso si fa complice di Satana, il grottesco imitatore delle opere di Dio.

Il grafico seguente mostra il posto che i tre esili ebraici occupano nella storia dell’umanità.

 

 

2 - Una “Shoah” dopo l’altra.

La parola “Shoah” è una parola ebraica che significa “catastrofe”.

La prima Shoah “ufficiale” della Storia ebraica è avvenuta 2.000 anni fa, a Betlemme, poco dopo la nascita di Gesù. [93]

«Allora Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi.» (Mt 2,16).

 

L’azione di sgozzare i bambini di Betlemme fu realizzata dai soldati ebrei di Erode, ebreo anche lui. La strapotenza del Fariseo numero uno del mondo ebraico dei tempi di Cristo si scaglia contro i pargoli di Betlemme, di razza ebraica anche loro. Ebrei contro Ebrei.

La seconda Shoah “ufficiale” della storia si è prodotta durante l’ultima guerra mondiale. Gli storici dicono che questa guerra non sarebbe accaduta senza il concorso delle banche ebraiche che l’hanno finanziata. [94] E del resto, aggiungono gli stessi storici, nè la Rivoluzione bolscevica, nè le guerre del Risorgimento italiano, nè la Rivoluzione francese sarebbero avvenute senza il concorso delle medesime istituzioni finanziarie.

93, 94
  • [93] La Shoah d’Erode non è la prima in assoluto, ma qui rappresenta tutti i massacri che hanno colpito gli Ebrei prima d’Erode e dopo di lui, fino al XX secolo, data della seconda grande Shoah, quella avvenuta durante il secondo conflitto mondiale.
  • [94] Parecchi storici affermano che i banchieri che hanno finanziato Hitler hanno finanziato anche gli Americani e i loro alleati.

 

È possibile che di fronte a queste rivelazioni due o tre storici dilettanti s’insorgano dicendo che i manuali scolastici che parlano del secondo conflitto mondiale non dicono da chi è stato finanziato. Ciò significa – diranno– che detto conflitto non è stato finanziato da nessuno. Quando qualcuno mostrerà loro le prove del contrario, allora diranno che non è possibile che i titolari delle istituzioni bancarie incriminate abbiano fatto quello di cui sono accusati. Lo prova il fatto – diranno – che oggi le loro istituzioni presentano la Shoah come la peggiore delle infamie.

Mistero? Dov’è la verità?

Il mistero è solo apparente. La verità è che nulla è cambiato dai tempi di Erode. Erode è morto, ma la sua doppiezza è ancora viva, presente nei Farisei moderni che oggi controllano l’economia mondiale applicando la filosofia machiavellica secondo la quale “Il fine giustifica i mezzi”. Tutto è permesso a chi si crede superiore a tutto e a tutti, persino a Dio stesso. [95]

In questo senso, che differenza c’è tra la Shoah del secondo conflitto mondiale a quella perpetrata da Erode contro i pargoli di Betlemme? Nessuna, eccetto la quantità degli esseri umani sacrificati.

La terza Shoah “ufficiale” della storia non è ancora iniziata, ma la scrittrice ebraica Reggie Kelly e il predicatore Arthur Katz la dicono imminente. Lo fanno parlando di un avvenimento catastrofico che gli esperti delle Scritture sacre definiscono: “Angoscia di Giacobbe”. [96]. È una “catastrofe” estrema, la più orrenda di tutte. Essa, secondo le Scritture, avverrà alla “Fine dei Tempi”, nella terra di Palestina, quella che oggi è occupata dallo Stato d’Israele.

95, 96
  • [95] Denunciare il fariseismo dei Farisei moderni è forse un atto d’antisemitismo? No. L’antisemitismo va contro gli Ebrei, non contro il fariseismo. (Il fariseismo è un flagello per tutti, Ebrei compresi).

  • [96] L’israelita Arthur Katz ha vissuto una conversione simile a quella che San Paolo ha esperimentato sul cammino di Damasco. Ha scritto un articolo sull’Angoscia di Giacobbe, la Shoah che deve ancora venire. (Cf. cap 5, sez. 8).

– C'è forse un legame tra l'Angoscia di Giacobbe e la catastrofe che qui è qualificata di terza Shoah?

– Tutto indica che l’Angoscia di Giacobbe e la terza Shoah siano la stessa cosa.

 

Esaminiamo la situazione.

Tutti gli Ebrei sanno che alla Fine del Tempi [97] Dio li ricondurrà nella loro patria d’origine, la Palestina. La Fine dei Tempi è vicina, ma il problema è che il progetto ebraico di ritornare oggi stesso in Palestina parte da una iniziativa umana, non divina. Questa “Alya[98] anticipata provoca ovunque grandi sofferenze poiché calpesta senza pudore ogni principio di giustizia.

Per l’ebreo Arthur Katz si tratta di una disobbedienza all’impegno già assunto dai loro padri di “fare la loro Alya” quando Dio ne prenderà l’iniziativa, non prima. Di fronte a simili avvenimenti, gli Ebrei che si dichiarano fedeli alla Torah [99] parlano di sacrilegio. Non possono accettare cose del genere. Affermano che davanti a Dio i promotori dello Stato ebraico – i cosiddetti Sionisti – saranno responsabili della futura Shoah come gli “Erode” trapassati già lo sono per le Shoah del passato.

Stando le cose come stanno, questa nostra terra continuerà ad offrire per un po’ di tempo ancora lo spettacolo di atroci guerre fratricide: uomini intenti a sopprimere altri uomini, Ebrei altri Ebrei. [100] Corre voce, infatti, che i banchieri che hanno finanziato le rivoluzioni e le guerre degli ultimi due secoli intendano ora finanziare la più grande delle guerre, quella destinata a far crollare le strutture di tutto il sistema mondiale esistente. [101] Se avviene questo, la sorte del Genere umano sarà quella dell’odierno Popolo palestinese. Stesse sofferenze... La sola differenza è che al posto del Governo ebraico ci sarà un Governo mondiale.

97, 98, 99, 100, 101
  • [97] L’espressione “Fine dei Tempi” indica la fine del terzo esilio ebraico (l’ultimo di tutti). Questo esilio, iniziato nell’anno 70 dopo Cristo, non è ancora finito. È vero che nel 1948 il mondo ha assistito alla nascita della Nazione d’Israele, ma questa nascita è un sacrilegio. Lo dicono gli Ebrei fedeli alla Torah. (Cf. nota 99).
  • [98] In lingua ebraica l’espressione “Grande Ritorno verso la Palestina” utilizza il termine “alya”. Per un Ebreo, dire: Ho fatto la mia “alya”, significa “sono ritornato in Palestina in modo definitivo”. (Vedi anche la nota 110).
  • [99] L’Associazione degli Israeliti fedeli alla Torah sostiene che lo Stato d’Israele è moralmente illegittimo. Consultare il sito Internet: http://www.nkusa.org
  • [100] Secondo i “Protocolli dei saggi di Sion” i Farisei preferiscono eliminare le loro vittime tramite persone interposte o in maniera surrettizia. In certi casi le vittime dei Farisei spariscono senza lasciare traccia, oppure muoiono di malattie strane ma definite “naturali”. Succede pure che si ammazzino tra di loro, o che muoiano a causa degli abusi che i Farisei sono riusciti a introdurre nei loro costumi.
  • [101] Sembra che il crollo delle due torri gemelle di New York sia un simbolo concreto di ciò che i Farisei intendono fare al sistema mondiale attuale. (Cf. le note 62, 65, 69).

Lo scopo? Lo scopo è satanico. Spingere il mondo intero ad assumere la mentalità dell’odierno Stato d'Israele, dove in pratica si vive già come se Dio non esistesse. Potrà Dio permettere cose di questo genere? La risposta dei profeti di ieri e di oggi è che malgrado l’apparente vittoria del male sul bene, il sacrificio degli innocenti permetterà di realizzare un bene ancora più grande: la purificazione definitiva dei figli d’Israele e la realizzazione del Piano salvifico di Dio.

È vero... L’Angoscia di Giacobbe purificherà il mondo ebraico in maniera tale che i superstiti di detto mondo si convertiranno tutti alla legge d’Amore predicata da Cristo. [102] Quando tutti gli Ebrei presenti sulla terra vivranno con questa legge nel cuore, convinti del suo valore immenso, l’esempio d’Israele condurrà al successo non solo il Popolo ebraico ma tutta l’Umanità. [103] Più nessuno dirà “Mors tua, vita mea”. Tutti saranno convinti del contrario, e diranno piuttosto: “Vita tua, vita mea”.

102, 103
  • [102] La conversione degli Ebrei al Cristianesimo è stata profetizzata da San Paolo.
  • [103] Gli Israeliti guidano l’Umanità tramite l’esempio che le danno. Si tratta di un principio che San Paolo mette in evidenza quando dice che l’Ebreo ha sempre la precedenza, sia nel Bene che nel Male. San Paolo ha pure detto che alla Fine dei Tempi gli Ebrei si convertiranno alla legge d’Amore predicata da Cristo. Diventeranno tutti Cristiani. (Rm 2, 9-10; Rm 3, 1-2).

 

3 - Reggie Kelly e l’Angoscia di Giacobbe.

Alla scrittrice ebraica Reggie Kelly fu posta la domanda: “In base alle Scritture, è vero che lo stato d'Israele è invulnerabile, e che il Signore renderà la sua Terra inviolabile in ogni circostanza, comprese quelle attuali?”

La scrittrice ha risposto: «Esiste una grande confusione sull'attuale situazione d'Israele. Molti Ebrei dubitano che si possa raddrizzare da quando è stato creato nel 1948, mentre altri esprimono un ottimismo che secondo me non ha nulla a che vedere con l'insegnamento biblico. Tra i capi religiosi del paese c'è chi aderisce alla vecchia eresia che attribuisce a Israele un “carattere invulnerabile”. Essi ammettono che Israele possa essere attaccato e circondato da nemici, ma ignorano di proposito l'Angoscia di Giacobbe, e non ammettono che lo Stato d.Israele possa crollare.

Sono convinta che il primo bersaglio dell'anti-Cristo durante i 42 mesi che durerà la sua persecuzione, sarà proprio lo Stato d'Israele, ma la maggioranza dei capi religiosi di questo Stato stimano – malgrado la prova biblica che dice il contrario – che la loro nazione sarà protetta in modo soprannaturale. Dicono che al più forte della persecuzione gli Ebrei più protetti saranno quelli che “nell'ubbidienza” avranno scelto di vivere in questo paese, da essi definito “Arca di sicurezza”. Quanta delusione li aspetta!

Su questo argomento la Scrittura è chiara, ma diversi pregiudizi di natura emotiva complicano la faccenda in modo scoraggiante. L'argomento è più complesso di quanto non appaia a prima vista. Si tratta di un inganno di prima grandezza, tipico della “Fine dei Tempi”. Ironicamente lo spirito dei leader messianici dello Stato d'Israele è più corrotto di quanto non lo sia altrove.»

 

4 - Due concetti ben diversi: Israele Popolo e Israele Nazione.

Confondere il concetto di "Israele Popolo" con quello di "Israele Nazione" è una cosa assurda, ma questo accade tutti i giorni, e la confusione continua. Se a partire da oggi lo Stato d’Israele venisse identificato col nome del suo fondatore principale – che è un Rothschild – l’argomento Israele non sarebbe più un argomento così complesso, e nel mondo ci sarebbe meno confusione. 

La Bibbia parla spesso del Regno d'Israele presentandolo come un Regno immortale. Ma di quale Israele si tratta? Di uno Stato politico o di un Popolo santo? Un Popolo di eletti non ha nè confini nè soldati, ma uno Stato politico possiede questi e quelli. Al popolo dei suoi eletti Dio offre una cittadinanza spirituale, mentre ai cittadini del suo territorio lo stato offre una cittadinanza materiale.

Lo Stato sorto in Palestina nel 1948 porta un nome sacro, che è "Israele". Come mai il suo fondatore ha scelto per questa nazione un nome sacro? Perché chiamarlo Israele? Non c'erano altri nomi, come ad esempio: Kibbutz-land, oppure “Rothschild”, o magari  “Nuova-Palestina” ? Il perché si può capire. L’Avversario vorrebbe che noi attribuissimo alla terra dei “Kibbutz-land” l’immortalità destinata ai veri Figli d’Israele. È un inganno grosso. Non è possibile che un paese dotato di confini politici sia immortale o possa diventarlo. L’immortalità promessa da Dio ai suoi eletti e il Regno ad essi attribuito sono frutto di un’elezione voluta da Dio (non dall’uomo). [104]

104
  • [104] “Il potere corrompe”. Lo diceva Lord Acton. Quando l’uomo potente si dichiara immortale finisce per comportarsi da tiranno capriccioso e superbo (e così, alla fine, gli casca tutto addosso). 

L’immortalità del Popolo eletto è spirituale, e si applica a Israele Popolo, non a Israele Nazione. Chi sa distinguere questi due concetti non ha difficoltà a parlare d’Israele con semplicità e precisione, sapendo che se parla del primo non parla del secondo (e viceversa).

 

 

5 - Popolo eletto: dal vecchio al nuovo.

La dottrina cattolica ripete con insistenza che il Vecchio Israele è formato da persone di razza ebraica, e il Nuovo Israele da persone sante di tutte le razze, Ebrei compresi.

Agli Ebrei Dio ha offerto l’adozione divina "in primis" (proprio come aveva fatto con Esaù a proposito della primogenitura) ma da due mila anni a questa parte l'adozione divina è disponibile non soltanto agli Ebrei ma a tutte le genti che accettano la legge d’amore predicata da Cristo. Di conseguenza, oggi il “Popolo eletto” è formato da santi provenienti da tutti gli angoli della terra (anche se i primi santi saranno sempre quelli d’Israele). 

Visto che l'uomo, per arrivare alla santità, deve accettare la legge d’amore predicata da Cristo, quando tutti gli Ebrei accetteranno questa legge, l’intera Umanità diventerà cristiana. È inevitabile. Lo dice anche San Paolo. Questa verità è il risultato di una legge secondo la quale il bene e il male raggiungono il resto dell’Umanità tramite gli Ebrei. È una legge che io conosco solo da qualche anno, ma più la studio e più la capisco, e più la capisco più l’apprezzo.[105] È come se gli Ebrei fossero il lievito dell’Umanità, e l’Umanità, come la pasta, avesse bisogno della loro presenza per diventare il pane che soltanto con essi può diventare.

105
  • [105] Il male che gli Ebrei inventano per il mondo non-ebraico si propaga subito all’Umanità, salvo che i primi a soffrire del male da essi inventato e propagato sono sempre loro (a pagare per i colpevoli, purtroppo, sono sempre i più deboli, cioè gli innocenti, come a Betlemme, sul Golgota, a Auschwitz, ecc...). Per fortuna codesta legge non si applica soltanto al male ma anche al bene. Lo prova il fatto che i primi a gioire del bene concepito e diffuso dagli Ebrei nel mondo sono (e sempre saranno) i membri della loro razza. 

Di chi dunque sarà il Regno immortale che Dio ha promesso ai suoi eletti? Di chi sarà il Paradiso terrestre al quale seguirà quello celeste? Chi saranno gli eredi del Regno santo promesso da Gesù ai suoi Apostoli ed a tutti gli Israeliti santi? Saranno forse i membri del Vecchio Israele o quelli del Nuovo?

Non l'Israele Vecchio erediterà del Regno immortale, ma l'Israele Nuovo, quello santo, formato da persone di buona volontà di tutte le razze, inclusa l’ebraica. Il Vecchio Israele ha conosciuto momenti di esitazione, ma il Nuovo Israele non conoscerà esitazioni. Sarà abitato e guidato dallo Spirito Santo.

 

6 - Israele Nazione: legittimità umana, non divina.

Abbiamo già visto che la parola Israele può avere due significati, quello di “Israele Stato”, e quello di “Israele Popolo”. Lo Stato d’Israele è una nazione del Medio Oriente, mentre il “Popolo d’Israele” è un insieme di persone appartenenti alla razza ebraica: gli Israeliti. Questa razza esiste da quando Abramo l’ha fondata 3.000 anni fa, mentre lo Stato d’Israele esiste dal 1948.

L’associazione ebraica che porta il nome di “Jews united against Zionism” dichiara apertamente che l’attuale Stato d’Israele non è legittimo. I membri dell’associazione suddetta sono Ebrei fedeli alla Torah. I motivi che li spingono a dichiarare illegittimo lo Stato d’Israele sono due: il primo è legato al fatto che lo Stato d’Israele è sorto per volontà umana anziché divina, il secondo è che il suddetto Stato vuole essere laico anziché religioso.

Le cinque fotografie raccolte in questa sezione mostrano ciò che i mass-media non vogliono mostrare: i numerosi Ebrei che formano l’Associazione “Jews united against Zionism” ed i loro cartelli. Detti cartelli denunciano i Sionisti, la loro mala fede, e le gravi ingiustizie da essi perpetrate contro i Palestinesi.

 

"Il Giudaismo rigetta lo Stato ebraico."
“I Rabbini autentici si sono sempre opposti al sionismo e allo Stato d’Israele”.
“Lo Stato d’Israele non rappresenta l’insieme degli Ebrei presenti nel mondo”.

 

La “Jews united against Zionism” afferma che nel 1948 lo Stato d’Israele non è nato per volere divino come l’ortodossia ebraica vorrebbe che fosse, ma per volere umano. Le prove sono presenti nelle pagine di storia che raccontano la nascita ufficiale dello Stato d’Israele. In queste pagine s’incontrano i nomi di coloro che hanno voluto lo Stato d’Israele e ne hanno finanziato la nascita. Si tratta di Ebrei straricchi e strapotenti ma infedeli alla Torah: Ebrei di stampo farisaico. Il loro modo di pensare non coincide con quello degli Ebrei fedeli alla Torah. La mentalità farisaica non collima con quella dei membri della “Jews united against Zionism”. Ai primi è applicata la qualifica di sionisti, ai secondi quella di non-sionisti. Ogni tanto succede che le due parti si affrontino in pubblico in modo acerbo ma non violento.

 

“Lo Stato d’Israele non rappresenta tutti gli Ebrei del mondo”.

 

Sul sito Internet della “Jews united against Zionism” si può leggere quanto segue:

«L'iniziativa sionista di proclamare lo Stato d'Israele costituisce una ribellione contro la volontà divina e contro la Torah. Questa ribellione ha generato una marea di violenze e di sofferenze. In occasione della fondazione dello Stato eretico, gli Ebrei fedeli alla Torah deplorano questo tentativo di ignorare gli insegnamenti della Torah, di trasformare gli Ebrei in uno “stato laico”, e di trasformare il giudaismo in nazionalismo. » [106]

106
  • [106] Gli Ebrei che aderiscono all’associazione mondiale "Jews united against Zionism" si oppongono al Sionismo (che è all’origine dello Stato d’Israele) perché il movimento sionista è sorto per capriccio umano, non in obbedienza al volere di Dio. Coloro che l’hanno organizzato hanno tradito l’importante promessa che il Popolo ebraico ha fatto a Dio all’inizio del suo terzo esilio. Vedi il sito www.nkusa.org.

Questi Ebrei non-sionisti preconizzano lo smantellamento pacifico dello Stato d’Israele e insistono affinché il territorio palestinese sia restituito ai Palestinesi che da esso sono stati espulsi con la forza. Le loro richieste non sono talmente conosciute perché i mass-media internazionali non ne parlano. Le boicottano volontariamente. Il motivo è che le persone detenenti il monopolio dei mass-media sono le stesse che finanziano lo Stato d’Israele. La mentalità di dette persone è tipicamente farisaica. Per loro i valori materiali hanno la precedenza su tutto, anche sulla religione.

 

“Lo Stato d’Israele non ha diritto di governare neanche un pezzetto di Terra santa”.

 

Nell’anno 70 d. C., all’inizio del terzo esilio, i capi del Popolo ebraico avrebbero fatto davanti a Dio un giuramento triplice, riconoscibile nei tre atti seguenti:

  1. Mai immigrare in massa in Terra d’Israele.
  2. Rimanere sottomessi alle nazioni ospitanti.
  3. Non tentare di mettere fine all’esilio ma aspettare che lo faccia Dio stesso.

Al motivo religioso di obbedienza alla volontà divina (che interdice agli Ebrei di fondare uno stato laico) si aggiunge un motivo morale. Gli esseri umani hanno il sacro dovere di obbedire ai dieci Comandamenti, e gli Ebrei non fanno eccezione alla regola. I Comandamenti ordinano di rispettare la vita altrui, la reputazione altrui, i beni altrui. Gli Ebrei fedeli alla Torah si sforzano di rispettare questi princìpi, e insistono presso i loro confratelli ebrei affinché facciano altrettanto. Esprimono il loro rammarico dicendo quanto dolore essi provino nel costatare le derive morali che il movimento sionista ha generato.

 

“I sionisti non rappresentano l’insieme degli Ebrei”.

 

Queste le loro testuali parole:

«Deploriamo le tragedie che la ribellione sionista ha provocato tra gli Ebrei. Deploriamo in modo particolare il fatto che la suddetta ribellione sionista abbia fatto dimenticare ad essi il precetto fondamentale della Torah che dice di agire verso gli altri con sentimenti di compassione. Deploriamo le tragedie che la ribellione sionista ha provocato tra i Palestinesi. Deploriamo in modo particolare le deportazioni e l'oppressione di cui sono vittime. Deploriamo le perdite non necessarie di migliaia di vite umane che sono sopravvenute nel corso dei conflitti – inutili e crudeli – che hanno condotto alla proclamazione e al mantenimento dello Stato sionista.»

 

Discutiamone senza alterarci
“Le tre promesse che abbiamo fatto sono ancora valide”.

Sui Palestinesi, gli Ebrei fedeli alla Torah dicono:

«I Palestinesi sono vittime della brutalità e dell'arroganza dei sionisti. Sono vittime di una specie di narcisismo sionistico che non vede nulla e nessuno al di fuori di se stesso. Noi affermiamo che il popolo palestinese ha diritto alla sua patria e al risarcimento finanziario dei danni e delle perdite subite. È necessario che i profughi palestinesi siano autorizzati a ritornare al più presto in quella che è la loro patria, la Palestina storica.»

 

7 - Dal Mondialismo odierno a quello messianico.

Il Mondialismo attuale è un mondialismo ebraico, non perché gli Ebrei siano tutti mondialisti, ma perché lo è un piccolissimo gruppo di novelli Erode. Bastano quelli. La scala che porta al Mondialismo attuale è lunghissima, ma i suoi gradini diventano per noi visibili nel momento in cui appare sulla terra il fenomeno dell’Illuminismo. È un movimento che pretende di anteporre l’uomo a Dio, la ragione alla fede, l’evoluzione alla creazione. [107]

107
  • [107] Una persona che dà la precedenza a se stessa anziché a Dio imita il gesto di Adamo ed Eva che non si sono fidati dell’ordine ricevuto da Dio ma ne hanno preferito uno concepito da loro stessi.

L’Illuminismo è seguito dal Modernismo, padre di tutti gli abusi che oggi minacciano la sicurezza del mondo. Illuminismo e Modernismo coincidono con l’emancipazione ebraica iniziata a Londra nel 1716, e condotta progressivamente dalle Forze occulte fino all’odierna Torre di Babele. Anziché venir chiamata col suo vero nome, che l’evidenza dimostra essere disordine, questa Torre viene chiamata, con ostinazione, nuovo Ordine mondiale.

Per l’ennesima volta l’Avversario tenta di distruggere il Genere umano. Siccome non può distruggerlo con azione diretta – Dio non lo consente – allora tenta di farlo tramite uomini da lui sedotti. Chi sono? Sono coloro che, cedendo alle sue lusinghe, si credono superiori a tutto e a tutti. Anziché sottomettere la Creazione nei modi prescritti da Dio, la vogliono sottomettere a modo loro. Vogliono che il mondo quadri con la loro mentalità egoista e superba, per cui si comportano come dei Novelli Erode, con la stessa folle crudeltà.

Ma Dio è al di sopra di tutto, anche della loro crudeltà: come i crimini di Erode non arrestarono l’azione di Dio ma la servirono loro malgrado, similmente il Mondialismo odierno farà da sgabello al Mondialismo messianico. Gli servirà da filtro purificatore.

Il Mondialismo messianico equivale al Millennio Felice promesso da Dio all’Umanità tramite San Giovanni evangelista.[108] Sarà un tempo di santi. Alcuni di loro – i reduci della Grande Tribolazione – avranno subìto le persecuzioni dei Farisei e dell’anti-Cristo senza odiare nessuno.

108
  • [108] Ap 20, 1-6. (Questo passo è riprodotto alla nota 55).

 

8 - Arthur Katz agli Ebrei della diaspora.

Arthur Katz è un profeta cristiano contemporaneo di razza ebraica. È nato nel 1929 a New York ed è morto nel 2007 in seno alla comunità “Ben Israel” (da lui fondata nei pressi della città di Laporte, MN, USA). È diventato cristiano all’età di circa 33 anni ed ha trascorso gli ultimi quarant’anni della sua vita a testimoniare della sua fede in Cristo. Come profeta e ministro evangelico ha lasciato dei documenti scritti e numerose testimonianze filmate. La sua vita è ricca d’insegnamenti edificanti. [109]

Arthur Katz sostiene che i Figli d’Israele non dovrebbero ritornare in Palestina prima del tempo stabilito da Dio. Oggi molti Ebrei lo fanno, ma secondo lui commettono un errore. Nel pensiero di Arthur Katz gli Ebrei che decidono di fare adesso la loro alya [110] non si rendono conto che il fatto di emigrare in Israele prima del tempo stabilito da Dio significa esporsi al rischio di morire appena inizierà l’Angoscia di Giacobbe. L’orrore e la devastazione che caratterizzeranno questo periodo angoscioso saranno peggiori di quelli già conosciuti all’epoca dell’Olocausto nazista.

Arthur Katz scrive:

«Una parte della controversia che mi oppone a certi predicatori odierni riguarda l’Angoscia di Giacobbe. Alcuni di essi sostengono che l’Angoscia suddetta sia l’Olocausto compiuto dai nazisti. Non è possibile, perché l’Angoscia di Giacobbe di cui parla Geremia [111] è destinata ad accadere in terra d’Israele, non in Europa.

109, 110, 111
  • [109] Le testimonianze di Arthur Katz appaiono su Internet in lin gua inglese. https://en.wikipedia.org/wiki/Arthur_Katz
  • [110] Alya, Alyah, Aliya oppure Aliyah è una parola ebraica che letteralmente significa « ascensione » o « elevazione spirituale ». In lingua italiana il termine si dovrebbe usare al femminile, come in francese. Per un Ebreo la parola “alya” indica l’atto d’emigrare in Terra santa. Gli immigranti ebrei in Terra santa sono chiamati « Olim ». Invece gli emigranti ebrei che emigrano al di fuori della Terra santa sono chiamati Yordim, e il fatto d’emigrare al di fuori della Terra santa è chiamato Yérida. (Vedi anche la nota 98).
  • [111] Ger 30, 7-10.

Ragioniamo: se questo evento fosse già accaduto, pace e sicurezza regnerebbero in terra d’Israele, mentre la realtà è tutta diversa. L’attuale Israele vive nel terrore, la paura, l’ansietà. È evidente che l’Angoscia di Giacobbe riguarda il futuro.

Ci sono predicatori che interpretano questi passi biblici in modo diverso dal mio, ma la loro interpretazione non tiene conto di alcuni dettagli che per me sono importanti. Ho avuto un dibattito nell’ufficio di un fratello che è nel ministero profetico da più di trent’anni, a Gerusalemme. Gli ho mostrato secondo Geremia 30 che Gerusalemme sarebbe ricostruita sulle sue rovine. Mi ha risposto: «Ma guarda fuori dalla finestra, guarda ciò che sta accadendo, tutte queste armature, queste costruzioni. » Gli ho risposto: «Mio caro, fai attenzione ai dettagli della scrittura. Vi si dice che Gerusalemme sarà ricostruita sulle sue rovine “per il Signore”. » (Ger 31, 38). Questi progetti di costruzione sono dell’uomo e per l’uomo, e si trasformeranno in rovine, quelle sulle quali la ricostruzione di Gerusalemme si produrrà durante il Millennio felice.

Di queste due interpretazioni profetiche, qual è la buona? Non si tratta più di una semplice opinione, come quando si discute al caffè. Se adesso parlo di una devastazione prossima che poi non viene, merito un severo rimprovero. Gli uomini avrebbero ragione di accusarmi di essere un alleato del nemico. Ma se l’Angoscia di Giacobbe sta per arrivare e nessuno ne parla, la nazione soffrirà di questa grande devastazione senza che nessuno l’abbia mai avvertita. Se nessuno suona la tromba, se nessuno parla dell’imminente catastrofe, il popolo non sarà preparato, e la catastrofe annienterà la nazione con tutti i suoi abitanti.

Su questo tema ho avuto per la prima volta un’aspra discussione con i miei colleghi a proposito di coloro che parlano in nome di Dio. Come fare per riconoscere i veri profeti, quelli che interpretano le scritture bibliche in maniera corretta? Oggi la questione dei veri e dei falsi profeti è più attuale di sempre, ed è importante che la Chiesa sia in grado di discernere quali sono le voci che portano il consiglio di Dio. In passato i falsi profeti hanno sempre gridato
“pace, pace” quando pace non c’era, e i veri profeti sono stati spesso trattati da uccelli di malaugurio solo perché avvertivano i loro concittadini di una futura catastrofe. Spesso i loro messaggi sono stati disprezzati dalle moltitudini, alle quali non piace il disturbo.

Mi è spesso capitato di chiedermi in che modo le vicende di Gerusalemme possono influire sugli Ebrei del resto del mondo. Mi trovavo a Montreal, Canada, nel settembre del 2000, il giorno in cui scoppiarono quei “giorni di collera” che poi hanno preso il nome di seconda Intifada. Il giorno seguente ho preso il giornale locale e ho letto che sei sinagoghe di Montreal avevano avuto delle finestre rotte, delle porte sfondate, dei graffiti sui muri, e che nel cimitero ebraico alcune tombe erano state profanate la notte precedente. Allora ho realizzato che i musulmani erano presenti un po’ dappertutto, e che gli avvenimenti che si svolgono in Israele o a Gerusalemme provocano delle reazioni ovunque ci siano degli islamici. Così, la rivolta iniziale ebbe luogo a Gerusalemme ma non rimase circoscritta alla città di Gerusalemme. Provocò reazioni ovunque c’erano Ebrei, perché nel mondo Occidentale esiste una diaspora islamica allo stesso modo che esiste una diaspora ebraica. Il tempo dell’Angoscia di Giacobbe non è lontano, qualunque sia il posto dove ci troveremo. Quando Giacobbe sarà liberato, nessuno potrà più perseguitarlo. Se adesso ci mettiamo ad assicurare Giacobbe che questo tempo d’angoscia è già trascorso, mentre invece deve ancora arrivare, e la sua venuta è imminente, esso rimarrà senza preparazione di fronte alla catastrofe, che sarà vasta e improvvisa. Se invece noi parliamo apertamente del suo aspetto inevitabile, infonderemo coraggio a quelli che fanno parte del cerchio dei salvati, il gruppo di quelli che riconoscono il Messia. È noto che i Cristiani che vivono in Israele non si danno per missione di evangelizzare gli Ebrei. Si accontentano di mostrarsi gentili come ambasciatori di Cristo. Possiamo noi dire che di fronte alla distruzione imminente basta essere gentili e amichevoli? Il nostro dovere è di dire a tutti gli interessati che la Salvezza è già disponibile, e che si trova in Gesù. In altre parole, è urgente promuovere lo spirito Santo anziché nasconderlo. Se leggendo le Scritture capiamo che queste cose devono succedere in Israele, abbiamo il sacrosanto dovere di avvertire gli interessati su ciò che vediamo e comprendiamo.

Mi domandavo spesso se questo era il momento di spedire Ebrei verso la Palestina. Esistono diverse organizzazioni specializzate in questo campo, ma il mio cuore non batte in sintonia col loro. A proposito della devastazione che sta per accadere in Israele, sono convinto che la peggior cosa che uno possa fare adesso sia di traslocare Ebrei nel cuore stesso della violenza. Nonostante le vessazioni che certi Ebrei già subiscono in mezzo alle Nazioni, è probabile che ci siano migliori possibilità di salvezza rimanendo in seno ad esse. Ma le organizzazioni sionistiche sono talmente prese dal lavoro che fanno, che l’idea di fermarsi per fare retromarcia, o anche solo per rendersi conto del l’errore fatto (senza rinnegare per questo le buone intenzioni che li animavano in partenza) rappresenta un’umiliazione che molti rifiuteranno di subire, ragion per cui questo argomento è fonte di reali tensioni.

Mi trovavo a Odessa, città portuale del mar Nero, in Ucraina. Parlavo in una chiesa di pentecostali che davanti a me si erano vantati di avere mandato degli Ebrei ucraini verso Israele. Ho detto loro:

«Non vantatevi di avere mandato i vostri Ebrei verso Israele. Adesso vi trovate davanti a un dovere spirituale, quello di accoglierli di nuovo tra voi nel tempo dell'Angoscia, quando li vedrete di nuovo fuggire davanti alla catastrofe. Il giorno in cui vi sarà chiesto di riprenderli, il vostro grado di santità apparirà più chiaramente che non il giorno in cui vi siete messi a spedirli verso la Palestina.»

Non avevano mai visto le cose da questo punto di vi sta. Su questo argomento ho avuto parecchie discussioni durante i pasti che diversi pastori messianici e dirigenti di chiese ucraine mi hanno offerto. Il Signore mi ha dato la grazia di persuaderli che la mia posizione era quella di Dio, e che avevano bisogno di riconsiderare ciò che avevano fatto. Ora dovevano trovare dei posti di rifugio per coloro che nel momento del pericolo avrebbero chiesto, eventualmente, di ritornare nella nazione da dove erano partiti.

Esiste un passo importante riguardante il tempo dell’Angoscia di Giacobbe, quello di Ger 30, 9 :

«Ma quelli d'Israele serviranno il Signore, loro Dio, e Davide, loro re, che io susciterò per loro. »

Questa promessa è identica a quella che troviamo in Ezechiele 37, 21-28. Dopo che le ossa secche della Casa d’Israele avranno ripreso a vivere, e che sarà avvenuta la riunificazione tra i due regni (Giuda e Israele), allora il Signore dirà loro:

«Il mio servo Davide sarà re su di loro, e ci sarà un unico pastore per tutti. Essi seguiranno i miei decreti, osserveranno le mie leggi e le metteranno in pratica.»

Quest’aspetto meriterebbe di essere preso in considerazione in tutti i passi delle Scritture che parlano di devastazione e di ritorno verso Israele: si tratta di Gesù che ritorna come Re dei re per inaugurare il Millennio e dirigere
la Nazione che adesso è restaurata. » [112]

1
  • [112] L’originale di questo testo è in lingua inglese. La traduzione italiana che qui è utilizzata appartiene a J. De Parvulis.

 

Il rabbino Kaduri a 108 anni. La nota del rabbino Kaduri. (Scritta poco prima di morire).

 

All’inizio dell’anno 2008 il Rabbino Yitzhak Kaduriè morto in Israele all’età di 108 anni. Prima di morire ha scritto su un foglio di carta il nome del Messia atteso dagli Ebrei. Negli ultimi giorni della sua vita Kaduri parlava spesso del Messia e della sua venuta. Qualche mese prima di morire aveva detto ai suoi discepoli di aver incontrato il Messia in una visione, e l’aveva descritto con tratti che fanno pensare a Gesù Cristo. Dopo aver scritto su di un foglio quanto gli premeva di scrivere a proposito del Messia, Kaduri ha chiesto che questo suo foglio fosse aperto e letto soltanto dopo la sua morte. Così fu fatto. Il foglio contiene in caratteri ebraici l’equivalente delle parole seguenti:

«Egli eleverà il popolo e proverà che la sua parola e la sua legge sono valide. Ho scritto questo di mia propria mano durante il mese della misericordia. Yitzhak kaduri.»

Le prime lettere della frase in ebraico “Yarim Ha'Am Veyokhiakh Shedvaro Vetorato Omdim” rivelano il nome di Gesù: “Yehoshua” o “Yeshua”.

Nei quartieri ebraici la polemica è al colmo. Alcuni dicono che il testamento è autentico, altri pretendono che ciò non è possibile.

Se il testamento di Rabbi Kaduri è autentico, significa che il Regno messianico è vicinissimo, e che sarà instaurato da Gesù, l’Uomo-Dio che due mila anni fa si è sacrificato per l’Umanità allo scopo di redimerla.

 

 

 

 

PAROLE DI COMMIATO (Ai non-Ebrei)

Caro fratello in Cristo, Il consenso dei Gentili a fare dei sacrifici per gli Ebrei, e il consenso degli Ebrei a fare dei sacrifici per i Gentili è una manifestazione della divina Sapienza.

Ciò va contro la tua (la nostra) sapienza? Appunto... la Sapienza divina non è sapienza umana, ed è proprio Essa che oggi prende l’iniziativa per ricordarci che il restauro dell’Umanità non è possibile se prima non avviene quello dei figli d’Israele. I figli d’Israele sono come il lievito che fa levare la pasta destinata a diventare pane. Negli ultimi 3.000 anni questo lievito ha fermentato, ed ora è pronto per essere mescolato con la pasta che siamo noi, Gentili. Ma poiché tutti noi, lievito e pasta, siamo dotati di libera volontà, ci è possibile accettare o rifiutare l’idea di un “pane” preparato e cotto secondo criteri divini anziché umani.

I criteri divini dicono che per meritare il “pane” di cui abbiamo bisogno dobbiamo pregare e offrire sacrifici gli uni per gli altri, accettare di lavarci i piedi gli uni gli altri. L’unione sulla terra tra Esaù e Giacobbe, unione indispensabile alla pace generale e alla felicità comune, si farà in questo modo... Affettuosi saluti. -De Parvulis.

 

PAROLE DI COMMIATO (Agli Ebrei)

Caro figlio d’Israele, Simon Pietro era uno dei tuoi. Da povero pescatore è diventato Papa, non un Papa qualsiasi ma il primo della storia. Così avverrà di te. Sei chiamato a guidare le nazioni, ma per guidare le nazioni è necessario il senso della giustizia, e tale senso sopravvive soltanto in chi è immunizzato contro la superbia. Pietro ha ricevuto il suo “vaccino anti-superbia” la notte del suo rinnegamento. Ha riconosciuto il suo errore e ci ha pianto sopra. In tal modo ha ottenuto il perdono di Dio, e le lacrime versate l’hanno vaccinato contro la superbia per il resto della sua vita.

Anche tu sarai assolto da Colui che i tuoi antenati hanno crocefisso. Basta che tu lo desideri, e ti rivolga a Lui chiedendogli perdono della cecità che fin qui ti ha impedito di riconoscerlo come Messia e Salvatore. Coloro fra i tuoi che imiteranno Pietro piangendo sul loro peccato saranno perdonati e chiamati a guidare le nazioni, coloro invece che imiteranno Giuda senza esprimere alcun rammarico, anche se col prezzo del loro tradimento saranno diventati ricchi e potenti, alla fine moriranno soli e disperati, come l’apostolo traditore. La loro ricchezza avrà durato un giorno, un’ora, un minuto.

Sta per terminare il periodo di gestazione del Regno messianico che tutti aspettiamo da secoli. Arriva il momento della sua nascita. Vuoi un consiglio? Non farti sorprendere impreparato com’è accaduto due mila anni fa alla stragrande maggioranza dei tuoi fratelli ebrei. Affettuosi saluti. -De Parvulis.

 

 

BIBLIOGRAFIA

DE LASSUS, HENRI: «La Congiura anti-cristiana, ovvero: Il Tempio massonico che vuole innalzare se stesso sulle rovine della Chiesa cattolica.» (Tradotto da: «La Conjuration anti-chrétienne, ou: Le Temple Maçonnique voulant se lever sur les ruines de l.Église catholique.») Questo libro si presenta con Imprimatur, ed è corredato da una lettera del cardinale Merry Del Val che in nome di Pio X si congratula con l’autore. Fu pubblicato una prima volta nel 1910 (da Desclée, Di Brouwer, e Co., 41 via della Metz, Lille, Francia), e riprodotto nel 1999 dalle Edizioni Scivias (Quebec, Canada).

DE PARVULIS, JOHANNES: «Agone mistico.» http://parvulis.com/it/agone-mistico/ .

DE PARVULIS, JOHANNES: «Il Sole del Divin Volere». http://parvulis.com/it/il-sole-del-divin-volere/

DE PARVULIS, JOHANNES: «Mondo nuovo, vita nuova.» Edizioni Gamba.

DE PARVULIS, JOHANNES: «Parusia intermedia». Edizioni Gamba.

DES MOUSSEAUX, GOUGENOT “Le Juif, le judaïsme et la judaïsation des peuples chrétiens”. Traduzione: «Ebrei, giudaismo e ebraizzazione dei popoli cristiani.» Edizioni: F. Wattelier e Cie, [1886], seconda edizione.

DRACH, PAULUS L. B. : “De l'harmonie entre l.Église et la Synagogue”. (Traduzione : Armonia tra Chiesa e Sinagoga). Paulus L. B. Drach è un rabbino che si è convertito al cattolicesimo. Questo libro, oggi rarissimo, fu pubblicato a Parigi nel 1844 da Paul Melier.

EVEN, LOUIS: «Sous le signe de l.abondance.» È un concetto nuovo d’economia monetaria. Distributore: Les Pèlerins de St Michel, Rougemont, Qc, Canada. http://www.michaeljournal.org/articlvd.htm

GOBBI, STEFANO: «Ai Sacerdoti, figli prediletti della Madonna.» Questo libro, destinato ai membri del Movimento Sacerdotale Mariano, è disponibile per mezzo del responsabile nazionale del MSM del paese dove si risiede. Cercare su Internet al seguente indirizzo: http://www.msm-mmp.org/High/French/index.htm

JNSR: «Témoins de la Croix», Edizioni Resiac, 53150, Montsûrs, Francia. In Italia i messaggi di JNSR sono stati raccolti in diversi volumetti, pubblicati dalle edizioni Segno, di Udine. Il sito Internet di JNSR è: http://www.jnsr.be/fr.htm

KOWALSKA, HÉLÈNE: “Le petit journal de soeur Faustine”. Traduzione: Il piccolo giornale di suor Faustina. Éditions Jules Hovine, 400 rue Jaurès, 59790 Ronchin, France.

LAURENT, ACHILLE: “Relations des affaires de Syrie”. Traduzione: “Relazioni degli affari della Siria”.

LÉMANN, JOSEPH: “L.Entrée des Israélites dans la société française”. Éditions Avalon, 1987.

MEINVIELLE, JULIO “Les Juifs dans le Mystère de l'Histoire”. Questo libro è in francese. La traduzione proviene dall’originale spagnolo: El Judio en el misterio de la historia. (Gli Ebrei nel Mistero della storia). Éditions Scivias, Québec, 1997.

MICHELINI, MGR OTTAVIO: “Confidenze di Gesù a un sacerdote”. Edizione fuori commercio.

ROHLING, AUGUSTE: “Le Juif selon le Talmud”. Pontigny ha preparato questa edizione francese e l’editore Savine l’ha pubblicata.

VALTORTA, Maria: “Lezioni sull'epistola di Paolo ai Romani”. Vedi anche: “L'Evangelo come mi è stato rivelato”. Edizioni CEV.